La standardizzazione dei metodi di analisi fisica
del suolo presenta particolari difficoltà per diversi ordini di motivi, non ultimo quello
che in questi ultimi anni alcuni di quelli tradizionali si sono notevolmente evoluti e
sono stati proposti numerosi nuovi approcci procedurali. Per alcune proprietà fisiche non
appare semplice perfino dare una definizione, come nel caso della struttura, ed è
addirittura impossibile ottenerne una valutazione quantitativa attraverso criteri univoci
o con un'unica tipologia di determinazioni per i diversi tipi di suoli. Si aggiunga che
molti ricercatori sviluppano metodologie di analisi fisica solo in base a criteri che
considerano rilevanti per i loro particolari fini scientifici, mettendo a punto misure
analitiche talvolta anche sofisticate, idonee soprattutto a soddisfare precisi scopi in
determinati progetti di ricerca, e se questo modo di procedere può essere utile nel loro
caso specifico esso non si presta né a generalizzazioni né tanto meno a comparazioni.
Nel contesto generale, di fatto, il problema della determinazione di alcune particolari
proprietà fisiche del suolo viene affrontato con un gran numero di metodi analitici,
spesso usati in maniera diversa. L'esigenza di una standardizzazione dei metodi è molto
sentita pertanto anche per una maggiore possibilità di confronto dei risultati delle
ricerche sviluppate nei vari laboratori. Del resto anche a livello internazionale le
organizzazioni di normalizzazione dei metodi di analisi (ISO, UNI, ecc.) si stanno sempre
più occupando dei metodi di analisi fisica del suolo, fino ad oggi relativamente
trascurati. Ma tuttavia il lavoro di standardizzazione è in uno stadio ancora molto
arretrato.
Per questo motivo l'adozione di metodi ufficiali di determinazione delle proprietà
fisiche del suolo è in un certo senso un avvenimento, se non un atto di coraggio. Fino ad
oggi, se si eccettuano i metodi di analisi raccolti dalla American Society of Agronomy,
nessun autore, nessun paese e nessuna associazione scientifica ha pubblicato opere che
trattano organicamente ed in modo completo questa materia. Mentre le analisi chimiche del
suolo sono pressoché sempre codificate, quelle fisiche, come già si è accennato, sono
lasciate spesso alla competenza, quando non all'arbitrio, del singolo specialista.
Era da tempo comunque che la Commissione I (Fisica del suolo) della Società Italiana
della Scienza del Suolo (SISS) nell'ambito della sua attività aveva ritenuto prioritaria
la normalizzazione dei metodi di analisi fisica del suolo. Dopo una lunga serie di
contatti e scambi di opinioni che risale addirittura agli anni '70, finalmente nel gennaio
1993, in occasione di una riunione tenutasi a Bologna presso l'Istituto di Agronomia, si
giunse a definire il contenuto del manuale. Per garantire al meglio la trattazione dei
metodi relativi a ciascun argomento si decise di avvalersi anche della collaborazione, per
una tradizione consolidata, di specialisti esterni alla Società, e fu intensificata la
collaborazione con Unichim, associazione italiana accreditata agli organismi di normazione
internazionali.
Il manuale si è poi operativamente concretizzato sotto l'egida dell'Osservatorio
Nazionale Pedologico e per la Qualità del Suolo del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
L'Osservatorio infatti ha nei suoi programmi di lavoro la realizzazione di una collana dei
metodi di analisi del suolo e quest'opera ne costituisce il primo volume. Faranno seguito
a breve termine una nuova edizione riveduta dei metodi di analisi chimica del suolo e la
prima edizione nazionale dei metodi di analisi delle acque per uso agricolo (irriguo,
zootecnico, per piscicoltura). La collana potrà così costituire un valido mezzo tecnico
a disposizione degli esperti del settore. C'è da precisare che l'Osservatorio non opera
certamente con la funzione di semplice recepimento dei metodi elaborati in altra sede: ha
avuto una funzione propulsiva, propositiva e critica senza la quale i metodi non avrebbero
posseduto l'autorevolezza attuale. Presso l'Osservatorio è stato costituito un Comitato
di Coordinamento che ha il compito di assicurare ai manuali l'omogeneità e il più alto
livello qualitativo. Essi completano un'azione se si vuole ancora più importante
istituzionalmente, che qualifica grandemente l'attività dell'Osservatorio, e colma un
vuoto che altri grandi Enti nazionali non hanno saputo riempire: quella di
ufficializzazione dei metodi.
L'ufficializzazione dei metodi di analisi mancava completamente in Italia fino all'inizio
degli anni '90 ed il Dicastero dell'agricoltura l'ha fortemente voluta caldeggiandone la
realizzazione da parte dell'Osservatorio. Le fruttuose collaborazioni instaurate a livello
nazionale e internazionale hanno portato alla realizzazione dei metodi di analisi chimica
prima e di quelle di analisi fisica oggi. Tenendo presente quanto sopra si è detto in
merito alla tradizione e alla pratica diversamente collaudata delle due diverse categorie
di metodi, in un certo senso va da sé che l'ufficializzazione dei metodi chimici ne abbia
riguardato un largo numero e che il volume che li ha illustrati abbia comportato la
stesura di una serie relativamente limitata di commenti e di note interpretative, mentre
le analisi fisiche ad oggi ufficializzate da un Decreto ministeriale sono un numero
relativamente ridotto e il presente volume di descrizione delle metodologie complessive
risulta di particolare impegno.
Sembra opportuno sottolineare alcuni altri aspetti che differenziano questa opera e la
nuova collana dal volume precedente. In primo luogo, i metodi di analisi fisica del suolo
sono pubblicati da una nota casa editrice con una tradizione scientifica consolidata; in
altre parole i metodi resteranno in catalogo nel mercato a prezzi controllati e saranno
sempre reperibili con facilità. In secondo luogo la veste editoriale prescelta è quella
a schede, al fine di consentire una maggiore facilità di aggiornamento dei singoli
metodi. Ciò è molto importante considerando la rapida evoluzione delle tecnologie sia
elettroniche sia informatiche, che può consentire non solo il miglioramento di alcuni dei
metodi qui trattati, ma anche la messa a punto di nuovi. A questo proposito basti pensare
allo sviluppo e alla notevole diffusione dei «software» per l'analisi di immagine, che
possono permettere l'ampliamento della scala di indagine della porosità del suolo,
consentendo la determinazione quantitativa delle crepacciature in campo. L'ampliamento
trascende il valore del semplice incremento di scala perché, come è noto il «sistema di
crepe», oltre a determinare l'autostrutturazione del suolo, regola i movimenti
dell'acqua. La difficoltà di determinare l'infiltrazione attraverso le crepacciature
limita molto, ad esempio, la validità e soprattutto l'estensibilità dei numerosi modelli
per la previsione quantitativa dei fenomeni erosivi. Un semplice avanzamento tecnologico,
in altre parole, può consentire di mettere a punto a cascata una intera serie di nuovi
metodi di grande importanza teorica e pratica.
Il manuale è diretto a tutti i cultori di scienza del suolo, ma intende rivolgersi in
particolare a tutti i laboratori di ricerca e di analisi, dove alle analisi chimiche del
suolo si vanno sempre più diffondendo e affiancando quelle fisiche, e anche a tutti gli
operatori, politici e tecnici, interessati alla difesa del suolo e dell'ambiente. Si
chiede oggi all'agricoltura, con rinnovato interesse, un impegno assolutamente
insostituibile nel recupero delle risorse, delle biomasse e dei rifiuti organici in
genere, al fine di assicurare la chiusura del cicli degli elementi nutritivi in natura. Al
tempo stesso si chiede agli operatori agricoli di assicurare una piena compatibilità con
le esigenze dei diversi comparti ambientali, fra i quali è in primo luogo il suolo. È
necessario pertanto quantificare quei parametri che determinano la qualità e quindi anche
il possibile deterioramento del suolo stesso, proprio nell'ottica di una gestione
territoriale capace di prevenire la degradazione ambientale. Per questo è necessaria la
conoscenza più compiuta dell'ambiente pedologico in cui si opera e molte attività
agricole ed extragricole che si svolgono sul territorio devono quindi essere regolamentate
anche e soprattutto in base ai parametri fisici del suolo (tessitura, conducibilità
idraulica, velocità di infiltrazione, ecc.).
Senza la pretesa di essere perfetto, il manuale offre una possibilità di uniformazione
nella misura di determinati parametri e fin da ora si esprime gratitudine a tutti coloro
che vorranno segnalare imperfezioni e manchevolezze contribuendo al miglioramento e
all'aggiornamento di questa prima edizione. Rivolgiamo un sincero ringraziamento non solo
a tutti i colleghi che hanno contribuito alla stesura ed alla revisione dei testi, ma
anche al Prof. Giovanni Fierotti, precedente Coordinatore del Comitato Consultivo per
l'Osservatorio Nazionale Pedologico e per la Qualità del Suolo e Presidente della SISS
negli ultimi due trienni, che ha sempre sostenuto e incoraggiato la realizzazione del
manuale. Con la certezza di interpretare il pensiero dell'intero gruppo dei collaboratori,
desideriamo esprimere al Prof. Luigi Cavazza profonda riconoscenza per i preziosi consigli
dettati dall'esperienza di scienziato celebre per il grande contributo agli studi di
fisica del suolo, insieme ad un affettuoso ringraziamento per il sostegno e l'entusiasmo
che ha profuso in questo lavoro. La nostra gratitudine si estende al Prof. Fiorenzo
Mancini e a tutti i componenti del Consiglio Direttivo della SISS, del Comitato per
l'Osservatorio e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per gli incoraggiamenti ricevuti
in tutte le fasi della realizzazione dell'opera. Infine uno speciale ringraziamento ai
collaboratori dell'Istituto Sperimentale per lo Studio e la Difesa del Suolo: le
Dott.sse
Olga Grasselli, Laura Natarelli, Nadia Vignozzi e i Dr. Paolo Bazzoffi e Sergio
Pellegrini, per l'aiuto che a vario titolo hanno prestato nella discussione e nelle
verifiche di laboratorio di molti dei metodi presentati, nonchè alla Dott.ssa Marina
Natalini e alla Sig.ra Manuela de Pace, dell'Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle
Piante, per il contributo offerto nell'ultima fase di «editing» del testo e della
pubblicazione del volume.
Marcello Pagliai e Paolo Sequi
Presentazione
Introduzione
I. Campionamento
II. Massa volumica del suolo
1. Massa volumica apparente
2. Massa volumica reale
III. Granulometria
IV. Porosità e distribuzione dimensionale dei pori
1. Porosità
2. Distribuzione dimensionale dei pori e loro caratteristiche geometriche
V. Stabilità e distribuzione dimensionale degli aggregati
VI. Proprietà meccaniche del suolo
1. Limiti di Atterberg
2. Resistenza alla penetrazione
3. Resistenza al taglio
4. Trafficabilità del suolo
5. Lavorabilità del suolo
VII. Erodibilità del suolo
VIII. Proprietà idrologiche del suolo
1. Contenuto d'acqua del suolo
2. Potenziale dell'acqua nel suolo
3. Ritenzione idrica
4. Conducibilità idraulica del suolo saturo
5. Conducibilità idraulica del suolo non saturo
6. Velocità di infiltrazione
7. Capacità idrica di campo
8. Acqua disponibile e acqua facilmente utilizzabile
9. Misura del livello della falda
IX. Proprietà termiche del suolo
1. Temperatura
2. Calore specifico
3. Conduttività e diffusività termica
4. Flusso di calore nel suolo
X. Mobilità dei soluti
XI. Diffusività dei gas e permeabilità all'aria
1. Diffusione dell'ossigeno nel suolo
2. Permeabilità all'aria
Oltre ai contenuti dell'edizione a stampa, in
quella ipertestuale sono inseriti i richiami in linea della normativa nazionale ed
internazionale.
E' possibile scaricare una demo del CD-ROM realizzato
con Folio Views 4.11, avere informazioni
più dettagliate sul prodotto o richiedere una copia sia dell'edizione cartacea che di quella ipertestuale.