Indice Bollettino SISS n° 2
Anno XLVIII (1999)

Editoriale
L’uomo senza suolo , di P. Sequi

Contributi dei Soci

Salinità e struttura del terreno - R. Aringhieri
Confronto tra alcuni metodi per la stima dell’evapotraspirazione di riferimento in ambienti dell’Italia centro-meridionale ai fini della caratterizzazione del regime idrico dei suoli secondo la Soil Taxonomy - A. D’Antonio, M.R. Ingenito, G. Marseglia, L. Toderico
Turnover dei fosfati e dei processi di degradazione in un ecosistema a pascolo in Sardegna - G. Ollesch, A. Vacca

Relazioni della escursione pedologica del Convegno Annuale SISS, Roma 1997

Descrizione dei principali aspetti storici ed ambientali della Tenuta Presidenziale di Castelporziano - G. Mecella, P. Scandella, A. Tinelli, A. De Michelis
Ambiente idrico della Tenuta Presidenziale di Castelporziano - P. Scandella, G. Mecella, F. Fricano, M. Bucci, M.C. Pizzoferrato
Tenuta Presidenziale di Castelporziano: caratteristiche geologiche - M. Badalì, S. Socciarelli, F.A. Biondi, R. Gorga
Tenuta Presidenziale di Castelporziano: caratteristiche pedologiche - F.A. Biondi, G. Dowgiallo,C. Di Dio
Duna Antica e Duna Recente: due ecosistemi a confronto - A. Trinchera, F. Pinzari, F. Fiorelli, M. Marchionni, A. Benedetti

16° Convegno Mondiale della Scienza del Suolo

16° Convegno Mondiale della Scienza del Suolo: temi dei Simposi e contributi italiani - P. Sequi
Attività del Consiglio della Società Internazionale della Scienza del Suolo - P. Nannipieri
Environment and Soilscapes in Southwest Germany (Post Congress Tour B-6) - C. Dazzi
Proposal for a "Convention on Sustainable Use of Soil" (Soil Convention)

Nuovi Organismi della Società

Osservatorio Nazionale Permanente per i fertilizzanti - A. Benedetti, P. Sequi, P. Nannipieri, C. Ciavatta, S. Grego
Proposta di istituzione di un Comitato Permanente per l’Educazione e la Divulgazione della Scienza del Suolo- M.T. Dell’Abate, F. Pinzani, A. Benedetti

Attività Sociale

L’Assemblea Ordinaria del 3 giugno 1998 - P.G. Arcara
Riunioni del Consiglio Direttivo - R. Francaviglia

I Soci informano

Un manuale di metodi di analisi per i fertilizzanti - A. Benedetti

 

Editoriale

L'uomo senza suolo
di P. Sequi

Occuparsi di diversità biologica è importante e attuale: se con il miglioramento genetico si ottengono cultivar sempre più produttive e resistenti alle avversità che oggi conosciamo, poter recuperare geni da varietà rustiche o anche solo non più utilizzate in agricoltura garantisce contro rischi futuri, dato che non abbiamo idea di quali saranno.

Probabilmente, però, fra qualche tempo gli studi sulla biodiversità saranno considerati un approccio arcaico. Oggi che le conoscenze sul genoma umano progrediscono e che si inizia a comprendere quali sono le relazioni fra anomalie di costituzione dell'organismo e composizione del corredo cromosomico, non è inverosimile supporre che per prevenire o curare determinate malattie sarà normale prassi in futuro tagliare o sostituire qualche pezzo di DNA. Lo stesso, in seguito, si può pensare che capiterà con molti organismi viventi, a partire dalle colture agrarie.

Ma veniamo al rapporto fra uomo e suolo. Man mano che un paese progredisce, gli addetti alle attività primarie diminuiscono e si riversano sulle attività secondarie prima e su quelle terziarie poi; qualche tempo fa io ho postulato l'avvento di attività quaternarie, e probabilmente non sono stato poi tanto lontano dalla realtà. Molti anni fa sono comparse nello zoo di Milano pecore, capre e galline: unico modo per far conoscere ai figli dei milanesi queste strane creature. Due o tre anni fa un sondaggio del "Messaggero" ha rilevato che la stragrande maggioranza dei figli dei romani credono che uova e fragole siano prodotte in qualche industria specializzata (industria, si badi, non azienda agraria industrializzata). Se fin da bimbi ci si allontana dalla conoscenza delle specie animali e vegetali coltivate, figuriamoci che può divenire il suolo: un puro ignoto, per il quale non si prova nemmeno il classico terrore o fascino. Semplicemente, non c'è. Nei vasi dei terrazzi si pone un terriccio composto che trattiene acqua e concime; attorno agli alberi dei viali cittadini ci sono, se ci sono, aiuole terrose che hanno solo la funzione di assorbire la pipì dei cani. Insomma, il cittadino non è ancora un clone, e speriamo che non lo sia mai, ma il suo cervello appare quello di un clone condizionato ad un concetto di natura irreale, con parchi ricchi di salici piangenti, laghetti, uccellini e tante altre belle cose fra le quali il suolo non è contemplato.

Certo l'impianto della legislazione nazionale, e non solo di quella nazionale, non aiuta la diffusione della cultura del suolo. La legge sulla difesa del suolo di fatto non riguarda il suolo. Le leggi sulla pianificazione territoriale non si curano del suolo. Che il protocollo di Kyoto si è dimenticato del suolo l'abbiamo considerato nel numero precedente. Non è d'aiuto neppure la scuola, se si arriva all'esame di maturità senza sapere che esiste il suolo. Certo è più facile catturare l'attenzione sulla biodiversità parlando di panda, aironi e leoni marini, piuttosto che di batteri azotofissatori, nematodi e delle sterminate popolazioni del suolo per le quali, quelle si, la biodiversità andrà sempre preservata. Forse sarebbe utile insegnare già ai bambini della scuola materna che camminare su un prato non significa solo calpestare un tappeto erboso con tanti bei fiorellini, ma anche essere su di un mondo animato ed invisibile senza il quale probabilmente non vi sarebbe vita sulla terra. E che dire poi dell'Università? L'ambiente dei corsi di laurea in scienze ambientali ha dato l'ostracismo al nodo degli equilibri ambientali, il suolo. Ma nelle scienze agrarie non si va poi molto meglio, soprattutto se si pensa che in corsi di laurea come quelli di tecnologie alimentari o di produzione animale ci si dimentica totalmente dell'uso del riciclo delle biomasse e ovviamente del suolo. Ci si approvvigiona di materie prime e si trascura di chiudere il ciclo con il ritorno dei residui al suolo. Ci si occupa molto di alimentazione animale, ma non ci si cura del fatto che gli animali, ahimè, inevitabilmente producono deiezioni.

Già, le deiezioni. Rappresentano un pericolo per il progressivo degrado della qualità delle acque e devono essere depurate (sic!), recita la legge 483/89. E leggiamo nella relazione sullo stato dell'ambiente, quella che il Ministero dell'Ambiente ha licenziato nel 1989, che la responsabilità della contaminazione delle falde acquifere risale … alla pratica, sempre più diffusa, dello spandimento sul suolo di liquami e fanghi di origine zootecnica. Ma senti che novità perverse! (per la verità questa affermazione fu omessa nelle edizioni successive)

Il clone/cervello umano senza suolo si diffonde via via che un paese si sviluppa. Si crea una perniciosa frattura fra i cervelli cittadini ed i pochi ancora a contatto con le attività primarie. E c'è da aspettarsi che nei paesi più avanzati del nostro, almeno intendendo come sviluppo il calo degli addetti alle attività primarie, la conoscenza del suolo e delle sue funzioni di riciclo sia ancor meno progredita che da noi? No, nell'America Settentrionale le cose non stanno proprio così. Ma propongo ai lettori due chicche. La prima è di Webber e Hilliard che nel convegno "Sludge handling and disposal", svoltosi a Toronto nel 1974, hanno scoperto che la pratica dell'utilizzazione del pozzo nero sul terreno è un'usanza inventata dai prussiani nel 1559. La seconda è di W.J. Hartman Jr. della U.S. Army Corps of Engineers, che nel 1975 ha scoperto che l'uso del pozzo nero sul terreno si è sviluppato in Inghilterra e nell'Europa Occidentale nella metà del 1800, era noto in Australia dal 1896 e conosciuto perfino negli Stati Uniti, all'epoca.

Homo sine humo! Che direbbe Columella di tali posteri? Che si andassero a rileggere come quasi duemila anni fa egli classificava il genus stercoris ex hominibus nel cap. XIV del secondo libro dell'Arte dell'agricoltura? Forse. Intanto noi ne prendiamo lo spunto per dare il benvenuto al Comitato Tecnico che nella Società intende occuparsi di educazione e divulgazione della scienza del suolo.

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